Il Cinese
Mate | 14 gennaio 2011
Io seguo da anni Mankell e ritengo sia il migliore scrittore di gialli in assoluto, decisamente superiore ai tanto acclamati Larsen e Kepler. Anche se ero restio a comprare questo libro in quanto manca l’ispettore Wallander che per tutti i Mankelliani è un mito, il libro è bellissimo.
IL LIBRO - In una fredda giornata di gennaio, la polizia di Hudiksvall, nella Svezia centrale, scopre un orribile massacro: in un villaggio vicino alla foresta, diciotto persone sono state trucidate. Sembra il gesto di un folle.
Quando a Helsingborg il magistrato Birgitta Roslin legge della strage, si rende conto che tra le vittime ci sono persone a lei molto vicine, e decide di occuparsi del caso. Il ritrovamento di un nastro di seta rossa la porta a Pechino, dove la scoperta di un diario la trascinerà indietro nel tempo, svelandole una terribile storia di schiavitù e soprusi.
Coinvolta in un diabolico gioco politico, Birgitta dovrà confrontarsi con la brutalità del capitalismo selvaggio e dei nuovi potenti nella Cina di oggi, pronti a rivendicare il loro posto sulla scena internazionale.
L’AUTORE - Henning Mankell, scrittore e regista teatrale, vive tra la Svezia e il Mozambico. È l’autore della serie del commissario Wallander, nove episodi tradotti in quaranta lingue, che hanno venduto nel mondo trenta milioni di copie.







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