DIFESA A ZONA
Mate | 9 dicembre 2010
MIO NIPOTE MATTEO parla poco, ma quando lo fa, come nel caso di questo libro che mi ha consigliato, raramente dice cazzate, a differenza di suo padre…
I greci antichi, si sa, hanno inventato tutto: la letteratura, il teatro, la filosofia, l’architettura, la poesia, la prosa, la tragedia, la commedia, la farsa. I greci antichi, però, non avevano inventato la letteratura gialla. Ci ha pensato qualche secolo più tardi Petros Markaris a fare entrare il suo paese natale a pieno titolo anche nella tradizione del romanzo poliziesco. In questo suo secondo romanzo “Difesa a zona”, che ha per protagonista il commissario Kostas Charitos come il fortunato precedente “Ultime della notte” (2000), l’ormai consueto scenario di una Atene livida e notturna viene squarciato dai colpi di pistola che pongono fine alla vita di un ricchissimo proprietario di locali notturni, ristoranti alla moda e fallimentari squadre di calcio di serie C. Il delitto ben presto viene collegato con quello scoperto nell’esotico prologo sull’isola di Santorini squassata da una scossa di terremoto che riporta fortuitamente alla luce il cadavere di un arbitro dal tenore di vita sospettosamente elevato. Tra i profumi dei souvlaki e dei giros che si mischiano ai miasmi di una città quasi asfissiata per lo sciopero ad oltranza dei netturbini, lo scenario vacanziero dell’isola che ben presto lascia il posto alle strade paralizzate dal caotico traffico che assedia Platia Omonia e le strade che vi si dipanano, i problemi familiari di Charitos che si sovrappongono e si mischiano a quelli lavorativi, le sfarzose residenze che rimandano alla ricchezza degli armatori della Grecia di ieri costruite sugli scantinati dove sopravvivono i mille diversi immigrati dell’Atene di oggi, il commissario si troverà ben presto a dover giocare, da solo, contro l’abilissima ragnatela messa in campo dai suoi molteplici e multiformi avversari.







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