Meno male che Umberto c’è
Mate | 26 giugno 2010Umberto non è Bossi, ma Galimberti. Vi consiglio vivamente di leggere il suo nuovo libro I miti del nostro tempo. Affronta moltissimi argomenti dal mito dell’amore materno, a quello dell’identità sessuale, della giovinezza,della felicità, della moda, del potere delle nuove tecnologie del mercato della globalizzazione e del terrorismo.
Tutti temi che ci dovrebbero interessare tutti, parole che usiamo tutti i giorni, ma che trattiamo come vuole ormai il mito dei tempi moderni in maniera estremamente superficiale.

La cosa più bella di questo libro credo sia proprio quella di farci pensare, magari anche un po’ incazzare perchè leggendolo ci accorgiamo come diceva John Lennon, che la vita è quella cosa che ci passa di fianco mentre stiamo facendo altro.
Beh Galimberti ci esorta a riprendere in mano la nostra vita, e non lasciarlo fare alle multinazionali di turno, alla televisione o a facebook, ma rimetterci in gioco, farci delle domande cercando poi magari anche di rispondere a queste, ma sopratutto cercare di lavorare su come diceva l’oracolo di Delfi CONOSCI TE STESSO.
Vi ricordaste quel bellissimo film di Troisi, dove c’era quella specie di monaco che ogni volta che lo incontrava gli diceva: ricordati che devi morire ? Beh il messaggio di Galimberti è ricordati che devi vivere.
Chi non ha il corraggio di aprirsi alla crisi, rinunciando alle idee-mito che finora hanno diretto la sua vita, si espone a quella inquietudine propria di chi più non capisce,più non si orienta.
MATE SIRINIC







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